Sei giorni da passare in Lombardia...
Trauma.
In aereo non ho avuto paura di morire, e al momento di scendere sono stata premiata con un IPod da 4Giga che ho chiamato
mercoledì, come il giorno in cui ci siamo incontrati.
Grazie a Giorgio.
Giorgio, lo siento mucho, però la prossima volta ci starai più attento. Dài, non ti attaccare alle cose! Io ho smesso di farlo e da allora i traslochi hanno smesso di essere un problema patologico.
Milano mi è parsa molto più piccola del solito, y disordinata e rumorosissima.
E per nulla a misura d'uomo.
Non riuscivo a parlare in italiano, mi sentivo piuttosto ridicola.
Mi sembra di essere stata via tre anni, non tre mesi.
E mi rendo conto di
non avere freddo perchè sono molto rilassata (questa, se volete, ve la spiegherò in privato..).
Però m'ammazzo perchè la sera i bar chiudono prestissimo, tutti.
E non ci si può fumare dentro.
Che razza di pazzia.E senza auto non riesco ad andare tanto lontano.
E la gente è così fredda...

Ci sono dei momenti bellissimi, quando il sole è luminoso e l'aria freddissima... il cielo non diventa mai blu, però verso una certa ora si sforza di prendere le tonalità dell'azzurro e del giallo e del rosa, e gli alberi spogli diventano sagome nere sottili e nitidissime, e tutto possiede un contrasto di luci e colori talmente bello che mi commuove.
Però, porca troia, la Lombardia è un posto invivibile per un essere umano che tiene alle sue origini animali!
Non so mai che cazzo fare eppure
le giornate volano, di solito senza che io abbia fatto nulla di buono.
A volte penso che il nomadismo sia l'unica soluzione.
Ogni due o tre anni, cambiare aria, casa, città, scuola, stato, famiglia, amici.
Senza perdere nulla di quello che ho incontrato prima.
O almeno, cercando di mantenere il meglio.
Insomma, andare sempre all'accumulo, non fare mai tabula rasa.
Non fermarsi, non abituarsi, non adagiarsi, non perdere la voglia di farsi stupire dal mondo.
Sfamare la curiosità.
Non scappare da qualcosa, bensì verso qualcos'altro.
Non abbiamo limiti, se vogliamo.
Non esistono definizioni o etichette, perchè non finiamo mai di costruire noi stessi,
e quando ci definiamo ci fermiamo.